5 per mille nella dichiarazione dei redditiIntrodotto, in via sperimentale, dalla Legge Finanziaria del 2006, il 5 per mille può essere definito una quota dell’imposta IRPEF che viene destinata ad enti no profit, al fine di sostenere la loro attività nel sociale e l’attività di ricerca in ambito universitario, scientifico e sanitario.

 

Il 5 per mille è, dunque, una particolare forma di finanziamento effettuata al cosiddetto “terzo settore”, dallo stato. Si tratta, dunque, di una formula fiscale in grado di assicurare u certo grado di sovranità e autonomia al contribuente. Quest’ultimi, infatti, può decidere, liberamente, a chi donare una parte della “ricchezza pubblica” da lui prodotta.

Per l’attuale dottrina giuridica, il 5 per mille è, quindi, un fulgido esempio di “sussidiarietà orizzontale”.

 

Il versamento del 5 per mille, viene effettuato contestualmente all’annuale dichiarazione dei redditi (tramite la presentazione dei tradizionali moduli: modello 730-1 redditi 2013, CUD, Modello Unico persone fisiche e “Modello Unico persone fisiche – MINI”).

 

Accolto in maniera positiva dai contribuenti, il 5 per mille per l’anno fiscale 2006, permetteva di donare il 5 per mille della propria IRPEF a:

– “enti e organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10 e seguenti del

D.Lgs. n. 460 del 4 dicembre 1997, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali previsti dall’articolo 7, commi 1, 2, 3 e 4, della legge 7 dicembre 2000, n. 383, e associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;

– enti e organizzazioni che svolgono attività di ricerca scientifica e Università;

– enti e organizzazioni che svolgono attività di ricerca sanitaria;

– attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente”

 

In seguito alla Legge finanziaria del 2007 vennero ridefinite le categorie beneficiarie (ad esempio, vennero esclusi i Comuni di residenza) e venne introdotto “un tetto massimo di 250 milioni di euro (in seguito innalzato a 400 milioni di euro) da destinare ai beneficiari del 5 per mille”.

Nel corso degli anni, si è provveduto a modificare ed integrare il testo della Finanziaria, e nella lista degli enti beneficiari hanno trovato posto anche le “fondazioni nazionali di carattere culturale e le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI”.

Inoltre, si è provveduto ad introdurre, l’obbligo “per gli enti che hanno beneficiato della quota d’imposta, di redigere un rendiconto nel quale venga indicata in modo chiaro la destinazione della somma percepita”.

 

Anche per l’anno 2014 il contribuente avrà la possibilità di destinare il 5 per mille della propria Irpef, semplicemente apponendo la propria firma negli appositi riquadri, relativi alle finalità di sostegno previste presenti sui vari modelli per la dichiarazione dei redditi. In questo modo, potrà decidere di sostenere:

 

– “associazioni di volontariato e altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale e associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a) , del decreto legislativo n. 460 del 1997;

– gli enti di ricerca scientifica e università;

– gli enti di ricerca sanitaria;

– le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge;

– le attività sociali svolte dal comune di residenza;

– le attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (articolo 23, comma 46, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111)”

 

Si precisa, che oltre a scegliere una finalità di destinazione, il contribuente, ha anche la possibilità di selezionare anche il soggetto beneficiario (ente, organizzazione o associazione) semplicemente indicando, negli spazi predisposti, il codice fiscale dello stesso.

 

Ma cosa succede se un contribuente non effettua nessuna scelta?

Nel caso in cui il contribuente decidesse di non dare alcuna indicazione, la quota non verrà assegnata a nessuna finalità di destinazione e, dunque, finirà nelle casse dello Stato.

 

Molti cittadini confondono il 5 per mille con l’8 per mille. Sebbene, in entrambi i casi, il contribuente viene chiamato a scegliere a chi destinare parte del proprio reddito, si tratta di diverse “formule di destinazione fiscale”.

L’8 per mille, introdotto come Legge dello Stato nel 1985, è un sostegno offerto dallo Stato alla Chiesa Cattolica ed a altre confessioni religiose. Si tratta dunque di una scelta indipendente, “diversa, ma complementare” al 5 per mille.

 

Come abbiamo visto, è possibile donare il proprio 5 per mille ad “enti e organizzazioni non lucrative di utilità sociale”. Tra le tante, si segnala la Marina Romoli Onlus.

La Marina Romoli Onlus è un’associazione di volontariato no profit che si propone di finanziare la ricerca affinché trovi una cura in caso di lesione del midollo spinale.

La Onlus, nata nel 2011, è intitolata a Marina Romoli, giovane e promettente ciclista coinvolta, nel 2010, in un gravissimo incidente stradale che ha spazzato via tutti i suoi sogni.

L’associazione, oltre a raccogliere fondi da devolvere alla ricerca sulle lesioni spinali, vuole sostenere, anche dal punto di vista economico, tutti i ciclisti under 30 (tesserati presso la Federazione Ciclistica Italiana) invalidati a causa di incidenti stradali (avvenuti in gara o durante l’allenamento) e vuole aiutarli ad affrontare un percorso riabilitativo doloroso e costoso.

 

Molti ciclisti e personaggi del mondo dello sport hanno scelto di diventare testimonial della Onlus dedicata a Marina Romoli. La giovane, che sta correndo la sua gara più importante della sua vita, ama ripetere: “Se uno sogna da solo rimane un sogno, ma se molti sognano insieme è l’inizio di una nuova realtà. INSIEME, ne sono sicura, possiamo creare una nuova realtà. WE CAN DO IT”.

 

Per devolvere il proprio 5 per mille alla Marina Romoli Onlus e donare una speranza concreta a chi ha subito una lesione spinale, basta apporre la propria firma ed inserire il codice fiscale dell’associazione (91122600157) intervallano del riquadro dedicato alle diverse “associazioni no profit, onlus e di volontariato” presente sui diversi modelli di dichiarazione dei redditi.

 

5 per mille: cos’è e come funziona