La nascita dei compro oro

Storia di un successo

funzionamento compro oroI compro oro, nel nostro Paese, sono sempre esistiti: magari si chiamavano diversamente ma c’è sempre stata la possibilità di vendere i monili preziosi per ricavarne un guadagno. La forza di queste attività commerciali risiede nella possibilità di vedere immediatamente convertito in valuta monetaria un oggetto prezioso di cui si conosce a grandi linee il valore. Negli ultimi 10 o 15 anni, però, questi negozi hanno subito una crescita vertiginosa in Italia e la loro diffusione nel territorio si è fatta capillare. In qualunque città, grande o piccola che sia, esiste un negozio compro oro e, spesso, nei centri urbani più sviluppati, non di rado è possibile trovarne uno in ogni qu artiere, segno del successo e dell’importanza che queste attività hanno assunto nel tessuto sociale italiano, dove sono diventati dei punti di riferimento imprescindibili per gran parte delle famiglie.

Nonostante, quindi, la presenza sul territorio possa sembrare inflazionata, in realtà ciascun negozio ha una sua base di clientela e il lavoro, anche se ridotto rispetto al boom di qualche anno fa, non manca mai: un sistema che permette di far girare l’economia e che porta un vantaggio tangibile a tutte le parti in causa.

Come funzionano i compro oro

Meccanismi di vendita

Tutti sanno che l’oro è considerato un bene rifugio e, come tale, il suo valore non è mai lo stesso. E’ considerato al pari di una valuta, di un’azione e quindi non può essere stabilito un prezzo per l’oro al kg, come un qualsiasi altro bene, si deve ricorrere alle valutazioni di borsa, dove gli azionisti quotidianamente ne determinano il valore.

Il prezzo dell’oro, dunque, varia di ora in ora. I negozi compro oro hanno l’obbligo di avere sempre esposta e visibile la quotazione massima che possono applicare sugli oggetti in oro venduti, cosa vuol dire questo? Ovviamente non sono tenuti a modificare il cartello a ogni variazione di mercato, sarebbe un lavoro a sé stante, ma indicano quanto sono disposti a pagare al massimo per ritirare oggetti in oro. Solitamente questa indicazione prescinde dal mercato, nel senso che viene data un’indicazione massimale basata sulle medie valutarie ma non c’è una stretta correlazione tra le due valute. Ovviamente, non sempre viene applicato quel prezzo, molto dipende dal tipo di monile che viene versato.
In questo senso, comunque, ai clienti può essere di grande aiuto internet, perché? Perché ormai la stragrande maggioranza di negozi compro oro, sia che lavorino sotto un’insegna di franchising sia che si tratti di negozi indipendenti, hanno un loro sito internet. Sul web, grazie ad algoritmi specifici e precisi, non viene mostrata la quotazione massima indicativa dell’oro ma quella reale ed effettiva che può essere applicata per la vendita. Chi fosse intenzionato a vendere un oggetto prezioso, consultando la pagina internet del negozio di riferimento sa sempre quanto potrebbe ricavare orientativamente e può bloccare la quotazione. Ciò significa che, dopo aver monitorato per qualche ora (o giorno) la quotazione, quota può essere bloccata e anche se il valore dell’oro dovesse subire delle flessioni a causa dell’andamento delle borse, portando il certificato stampato il negozio, l’oro può essere venduto a quel prezzo. Ovviamente, non si tratta di un’operazione che impegna obbligatoriamente il cliente, che se è interessato ha 48 ore di tempo per vendere l’oggetto a quel prezzo ma se volesse, invece, approfittare di una valutazione più conveniente, non ha nessun tipo di impegno e può ignorare il blocco chiedendo la quotazione di quel momento.
Ormai tutti hanno facile accesso a internet grazie agli smartphone di ultima generazione e questo strumento rappresenta l’evoluzione indispensabile per la vendita dell’oro.

La vendita in negozio

Come si valuta un monile d’oro

E’ importante sottolineare che la valutazione degli oggetti oro segue regole specifiche e sempre uguali, nel pieno rispetto del cliente, Quando viene consegnato un monile prezioso, per prima cosa l’addetto al banco ne valuta l’autenticità: è importante capire se si tratta di un oggetto d’oro o di uno realizzato con un metallo meno nobile e successivamente placcato. Se risulta essere autentico, si procede con la pesa: quest’operazione dev’essere effettuata davanti al cliente, che deve essere in grado di leggere il responso della bilancia.

È una questione di trasparenza e correttezza verso. Successivamente si valuta la purezza del metallo: 1 kt è il valore minimo 24 kt è il valore massimo, che corrisponde alla purezza massima, ossia 999,9 grammi d’oro su 1000.
Solitamente questo valore viene indicato tramite incisione sull’oggetto stesso o attraverso un certificato di autenticità che viene rilasciato nel momento dell’acquisto. In base al peso e alla caratura, si valuta l’effettivo valore del metallo prezioso d’interesse e si procede con il pagamento.

Il possesso dell’oggetto in oro

La presentazione dei documenti

Ovviamente, per poter vendere un oggetto bisogna averne la proprietà, perché la sola detenzione non è sufficiente per possedere il diritto di disporne liberamente. E’ indispensabile dunque presentare un documento d’identità valido ai fini della registrazione e, se necessario, dev’essere mostrato un certificato di possesso dell’oggetto in oro che si vuole vendere.

Può essere una fattura, uno scontrino, un certificato di garanzia o una fotografia che dimostri l’effettiva proprietà della cosa. E’ un passaggio chiave per evitare il riciclaggio di oggetti rubati ed è una dimostrazione di serietà da parte del negozio compro oro.

 

Compro oro: come funzionano e come avviene la vendita